Arsenico e vecchi merletti ( by NONNO)
Domenica pomeriggio. Reduce da due giorni di influenza intestinale mi appresto a passare due ore nel ventre dell'Esedra, apprezzabile realtà teatrale nascosta sotto (ma proprio s
otto) l'edificio della Chiesa di Gesù Nazareno, in via Bagetti. Spettacolo: "Arsenico e vecchi merletti" di J. Kesselring, portato in scena dalla compagnia "Gatto in tasca". Vado allo spettacolo per conto della mia associazione teatrale; mi sovviene il pensiero che, date le condizioni del mio stomaco, il mio giudizio potrebbe essere più acido del necessario... So che i "gatti" sono bravi, vediamo un po'.L'atmosfera all'interno è rilassante, la sala ti accoglie con le sue morbide poltrone. Passano cinque minuti, si abbassano le luci, si comincia.Scenografia e costumi con colori pastello molto forti: pareti nere, mobili, camicie, giacche, pantaloni con colori sgargiantissimi. Le musiche piacevoli.Lo spettacolo è godibile, se non fosse per qualche caduta di tono e ritmo. Non so se sia un problema solo di oggi, ma ho trovato il personaggio di Jonathan (interpretato dal regista che, per la cronaca, non è il Fasano di sempre ma tale Ezio Sega) lentissimo: quando entra lui si ha il momento di maggior calo. Intendiamoci: il personaggio c'è, anche troppo considerato il tono leggero della commedia, ma lento. Piacevoli e vivaci le due zie e il nipote Mortimer, ti viene invece da uccidere i poliziotti e aggiungerli ai cadaveri in cantina! Nel complesso divertente.Per quanto riguarda la dizione, l'unico che parla veramente piemontese è uno dei poliziotti... ma tanto li avrei già uccisi prima.Esco dal teatro, è ancora giorno, il sole è tiepido. Mi verrebbe voglia di fare due passi ma opto per la via di casa: una grande tazza bianca mi attende da qualche ora, non è il caso di fare gli scortesi.